31/05/2008

Lascia colare il tuo bacio

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                    Juan Ramon Jimenez  

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Lascia colare il tuo bacio
come una fonte -
filo fresco nella tazza
del mio cuore!

Il mio cuore, poi, sognando,
ti restituirà, doppia, l'acqua del tuo bacio,
dal canale del sogno,
da sotto la vita.

E l'acqua del tuo bacio
- o nuova aurora della fonte!
sarà eterna,
perché il mio cuore sarà la sua sorgente.

26/05/2008

Il grillo dei campi e il grillo del focolare

Il grillo dei campi e il grillo del focolare

John Keats (1795, Londra - 1821, Roma)

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Mai muore la poesia terrestre.

Quando tutti gli uccelli al solleone

vengono meno e stan nascosti in mezzo

la frescura degli alberi, una voce

corre di siepe in siepe intorno al prato

su cui appena passò rasa la falce:

è del grillo dei campi, il capintesta

nel tripudio d'estate, mai godere

non cessa, perché quando a giuochi e' stanco

posa con agio sotto una grata erba.

Fine non ha la poesia terrestre.

D'inverno, in una sera solitaria,

quando il silenzio e' opera del gelo,

strepe fuor della stufa il suon del grillo

del focolare che col caldo sempre

viene crescendo, e a uno che smarrito

a mezzo sta fra sonno e veglia, il canto

par del grillo dei campi ai colli erbosi.

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22/05/2008

Fulgida stella

50a4820d0b8c7916f52974ac1a9c66ff.jpgFulgida stella

John Keats (1795, Londra - 1821, Roma)

Fulgida stella, come tu lo sei

fermo foss'io, però non in solingo

splendore alto sospeso nella notte

con rimosse le palpebre in eterno

a sorvegliare come paziente

ed insonne Romito di natura

le mobili acque in loro puro ufficio

sacerdotale di lavacro intorno

ai lidi umani della terra, oppure

guardar la molle maschera di neve

quando appena coprì monti e pianure.

No, - eppure sempre fermo, sempre senza

mutamento sul vago seno in fiore

dell'amor mio, come guanciale; sempre

sentirne il su e giù soave d'onda, sempre

desto in un dolce eccitamento

a udire sempre sempre il suo respiro

attenuato, e così viver sempre,

- o se no, venir meno nella morte.

23/04/2008

L'albatro

L'albatro

CHARLES BAUDELAIRE

   (Parigi, 1821-1867)

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Spesso per divertirsi, i marinai

prendono degli albatri, grandi uccelli di mare

che seguono, compagni indolenti di viaggio,

 le navi in volo sugli abissi amari.

L'hanno appena posato sulla tolda

e gia'il re dell'azzurro, goffo e vergognoso,

pietosamente accanto a se' strascina

come fossero remi le ali grandi e bianche.

Com'e' fiacco e sinistro il viaggiatore alato!

E comico e brutto, lui prima cosi' bello!

Chi gli mette una pipa sotto il becco,

chi, zoppicando, fa il verso allo storpio che volava!

Il Poeta è come lui, principe dei nembi

che sta con l'uragano e ride degli arcieri;

fra le grida di scherno esule in terra,

con le sue ali da gigante non riesce a camminare.

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